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STORIE DI PADRI 2
Giornata piovosa, la mattina non avevo voglia di fare nulla ma un compito ingrato mi aspettava, il test del DNA al Gemelli di Roma per il riconoscimento della bimba di 15 anni richiesto dalla madre, che per tutti questi anni non ho mai visto nè incontrato. Nella tarda mattinata dopo aver cercato l'aiuto possibile nella mia coscienza mi metto in moto con l'autocarro per raggiungere l'ospedale, traffico intenso, nessuno aveva voglia di muoversi a piedi , tutti chiusi all'interno dell'auto con i vetri appannati e poi noi tre; io, la bimba di 15 anni e la madre nel corridoio dell'ospedale ; in attesa della verità dopo 15 anni: lì sedute due statue di cera ed io sotto l'effetto di un cazzotto di Carnera, intontito non sapevo come muovermi. La piccola F. esile e alta, fragile imbottita come un'armatura nei suoi vestiti alla moda, avrei voluto piangere abbracciarla dirle che quello che stava vivendo non era vero ma un sogno, un brutto sogno di cui noi adulti,tutti, ci dobbiamo vergognare.
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