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STORIE DI PADRI 5 Sono un uomo di 44 anni sino poco tempo fa felicemente sposato, una bella casa acquistata insieme alla mia ex moglie, una bambina di 12 anni. Per motivazioni delle quali ancora non riesco a comprendere sino in fondo la fondatezza, la mia ex dolce meta' decide di separarsi. Sentimentalmente e' un brutto colpo, vivo a Catania ma sono forestiero, sono venuto in questa città per questa donna ed ora mi ritrovo solo ed abbandonato, ma ahime' il peggio deve ancora venire. Infatti dopo un po' me ne faccio una ragione, vuoi per forti contrasti caratteriali, vuoi perche' un altro forse e' entrato nella sua vita, comincio a farmene una ragione e ad accettare sia pure con triste rassegnazione l'idea di essere lasciato. Ma l'aspetto inquietante e terrificante e' che mi rendo conto man mano che la separazione si incanala nel previsto iter legale, che non esiste un rapporto paritario tra uomo e donna in caso di separazione con minori, poiche' la legge si preoccupa solo ed esclusivamente di costituire una difesa fortissima a vantaggio del minore, senza minimamente preoccuparsi delle sorti del genitore non affidatario, con il risultato di creare una evidente depauperizzazione in questo ultimo. Analizziamo nei dettagli queste mie asserzioni: La legge anche se il coniuge affidatario gode di una solida indipendenza economica, assegna la casa coniugale al medesimo ed in piu' in ossequio al principio della salvaguardia del tenore di vita preesistente del minore, costringe il coniuge non affidatario all'esborso di un assegno mensile proprozionato al suo reddito(quasi mai inferiore alle 200,00 euro mensili) oltre al pagamento delle previste ed inevitabili spese straordinarie; il coniuge non assegnatario deve cercarsi un'altra casa e se non possiede redditi robusti oppure usufruisce dell'appoggio di famigliari diretti o di parenti, sara' costretto pure a sobbarcarsi le spese per l'affitto o 'l'acquisto di un'altra casa (500,00/600,00 euro mensili a Catania). In pillole ecco la mia nuova situazione economica
-------------------------- € 200,00
RIMANENZA MENSILI con le quali provvedere al sostentamento economico del coniuge non affidatario. La conseguenza palese che salta agli occhi di tutti i lettori di questa mia lettera e' che la mia ex moglie compie un vero e proprio affare, una bella casa a sole 200,00 e. al mese (le altre 200,00 le paga quel pirla del suo ex, sino al raggiungimento della indipendenza economica del minore e cioe' almeno per 15 anni), un bonus di 200,00 euro mensili oltre al suo bello stipendio integro di 1500,00 euro mentre la mia persona viene ingiustamente punita e costretta ad uno stato di grave prostrazione economica , associata alla negazione della possibilità di rifarsi una esistenza, visto il nuovo rango di "barbone" che la ingiusta legge gli ha configurato. Vorrei in conclusione che la legge oltre a tutelare giustamente il minore, si preoccupasse almeno parzialmente delle sorti del genitore non affidatario, almeno quando quest'ultimo, come e' nel caso di chi scrive, vive di solo reddito di lavoro dipendente, non ha proprieta' immobiliari oltre alla casa coniugale, e deve ricominciare da zero, per nutrire la speranza di rifarsi una esistenza da solo oppure in compagnia di un'altra persona, e non deve essere condannato all'indigenza per almeno 4 lustri, oltre al trauma di aver magari subito la separazione. E noi uomini saremmo il sesso forte?
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