Separazione e Divorzio: stop all’assegno di mantenimento

APS/ settembre 12, 2018/ Angolo dell'Avvocato/ 3 comments

Arriva la riforma dell’affido condiviso per i figli: il Disegno di Legge prende il via al Senato

    Si tratta della tanto auspicata riforma legislativa a favore dell’affidamento il più possibile paritario, in linea oltre che con le esigenze di una società che deve poter crescere in consapevolezza responsabilità e civiltà, anche col contratto stipulato dalla maggioranza di governo e accolto con grande entusiasmo dalla dall’associazionismo italiano.

La riforma, il cui iter comincia oggi in commissione, ha come baricentro le istanze del minore che saranno punto fermo e bussola nella complicata gestione che una separazione comporta. I figli avranno il diritto di frequentare i genitori con tempi paritetici; lotta ad ogni rifiuto genitoriale e mediazione qualificata per le coppie che incontrano difficoltà a trovare un accordo per la gestione dei figli.

Questi aspetti, insieme al mantenimento diretto e proporzionale, rappresentano i cardini della proposta del Senatore Pillon per realizzare il principio della “bigenitorialità perfetta” prevista dalla proposta di legge che dovrà comunque essere perfezionata con i già annunciati e dovuti emendamenti in tutti i casi in qui vi sia un genitore in difficoltà economiche.

Il disegno di legge è innovativo e rispecchia pienamente la sollecitazione agli Stati membri proveniente dal Consiglio d’Europa di introdurre nelle legislazioni nazionali il principio della «shared residence», definita nella Relazione preliminare alla Risoluzione (doc. 13870, § 12) «an arrangement whereby the child lives alternately with each parent for more or less equal amounts of time, which may be fixed in days or weeks, or even months».

  L’Associazione Padri separati, che da sempre si batte per la tutela dei diritti dei padri accoglie con favore la proposta che costituisce la indispensabile evoluzione alla legge 54/2006 attesa per lunghi anni relativa all’affido minorile che introduce alcuni punti sostanziali che nessun altro ddl ha mai contemplato fino ad oggi.

1. La Mediazione familiare obbligatoria, 2. L’affido materialmente condiviso con tempi equivalenti e una definizione non più lasciata all’arbitrio delle cause di esclusione, 3. Il mantenimento diretto ed il Piano Genitoriale, 4. La lotta all’alienazione parentale, 5. L’abrogazione dell’addebito, 6. L’abrogazione dell’articolo 570 bis del codice penale.

II disegno è a dir poco rivoluzionario, e pur nella consapevolezza che i vari emendamenti necessari e conseguenti ne raddrizzeranno e ottimizzeranno le linee appena inizierà la discussione, rimane e rimarrà una dorsale evolutiva del diritto minorile nel pieno rispetto della Bigenitorialità, riconosciuta così fondante per la crescita serena ed equilibrata dell’infanzia e adolescenza come dimostrato in numerose ricerche ed esperienze internazionali, riprese anche nelle giurisprudenze straniere.

Avv. Angela Natati, Coordinatore APS per Emilia Romagna

3 Comments

  1. Il danno è stato fatto all’origine con l’introduzione della legge sul divorzio (che secondo me dovrebbe essere chiamato “ripudio”, perché, nei fatti, a disposizione insindacabile di qualunque dei due voglia liberarsi dell’altro).
    Ormai subiamo le conseguenze di quella “conquista di civiltà” e, pur apprezzando le intenzioni della nuova proposta di legge, è chiaro che si finisce sempre per scontrarsi con il duro dato economico. Il divorzio è un “premio” che solo i ricchi possono permettersi: i poveri non possono, anche se spesso ci si avventurano con incoscienza.
    Dal punto di vista economico mi sembra, “a naso”, che ci potrebbe essere un effetto paradosso. Partendo dal dato di fatto che le entrate dei due genitori rimangono quelle che sono, sappiamo tutti che quel che basta per una sola famiglia, non è sufficiente per due, anche se il numero delle persone rimane lo stesso. Non le pare, gentile avvocato, che con la nuova proposta le case necessarie diventino addirittura tre con il relativo aumento degli oneri economici? Certo! l’amore e la genitorialità vengono prima del vil danaro, ma…

  2. Finalmente una legge giusta

  3. Buongiorno, sono la compagna di un padre separato da 9 anni. Ci siamo conosciuti pochi mesi dopo la sua separazione, all’epoca i ragazzi frequentavano la casa del padre in base alle indicazioni stabilite dalla sentenza di separazione. Ad un anno circa dalla separazione la madre ha stabilito che i ragazzi sarebbero stati meglio se avessero trascorso 1 settimana consecutiva a casa di uno e dell’altro genitore.
    Nel 2013 il mio compagno ha dimezzato l’importo del mantenimento per poi sospenderlo del tutto dopo circa 1 anno per problemi economici dato che ha dovuto chiudere l’attività commerciale perchè in grande difficoltà. Inoltre fino ad 1 anno fa è stato disoccupato mentre lei ha sempre lavorato ed avuto quindi uno stipendio, vive in “affitto” in una casa di proprietà della madre. Si è sempre comunque fatto carico del 50% delle spese per medici, vacanze, libri ecc. Ora chiede il divorzio e la moglie avanza pretese sugli arretrati non versati. E’ vero che non è mai stato formalizzato nulla, ma è possibile che non esista soluzione a questo problema? Questa moglie/mamma che spesso ha raccontato di impegni lavorativi per mandare i figli da noi e poi scoprivamo che andava a concerti o in vacanza ha veramente il diritto di chiedere questi soldi? Che, sottolineo, non le sono stati dati sia perchè i figli trascorrevano la metà del tempo dal padre, sia perchè reali problemi economici hanno obbligato la scelta. Problemi non ancora risolti ovviamente….

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