Pubblicazioni e Convegni APS

La tutela  dei bambini è spesso un pregiudizio ideologico: una società che non garantisce la co-genitorialità e che nega ai figli l’accesso materiale, oltre che psicologico, ad una figura così importante come quella dei padri, difficilmente  può essere  definita una comunità che pone al di sopra di qualsiasi interesse quello dei minori.

Questa sezione è dedicata alle iniziative che, nel corso di oltre un ventennio, la nostra Associazione ha promosso e alle quali ha partecipato con l’intento di sensibilizzare le istituzioni, i media, la gente comune rispetto ai diritti dei figli cresciuti da genitori separati e al dramma della paternità negata.

PUBBLICAZIONI:

  • Cuore di padre- Aldo Dinacci
  • Poveri padri- Carlotta Zavattiero
  • Trecento secondi– Patrizia Fortunati
  • Il demolitore di camper- Luca Saltini
  • Sono innocente- Gaetano Barbera
  • Il principe Anselmo- Palma Lavecchia

CONVEGNI:

 
  • 2-3 febbraio 2001, Bologna: “Famiglia e minori alla luce della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e delle Convenzioni internazionali”
    Programma Convegno Nazionale APS 2001
  • 10 giugno 2016, Ferrara: “Legge 54/2006, i dieci anni della legge sull’affido condiviso: luci, ombre e future prospettive”
    Programma Convegno Nazionale APS 2016
    Video


  • 19 novembre 2016, Hotel Europa, via Boldrini 11, a Bologna: “Legge 54/2006, i dieci anni della legge sull’affido condiviso: luci, ombre e future prospettive”


7 Comments

  1. Vergognoso a dire sempre poco il mancato rispetto versò il ruolo di un papa’. E’ ora di avere il coraggio dire basta, il papa’ e’ solo bravo, buono, quando ubbdisce alla volonta’ dell’ ex coniuge o convivente, voglio questo, devi fare quello che dico Io, viceversa minacciato, ricattato, ti porto via i figli.———————–
    Reggio Calabria, 15 Agosto 2016.——————————- Vitali Errigo

  2. Buonasera, sono un padre (non sposato) single con un bambino di 17 mesi. Io stesso sono vittima di alienazione parentale. Ho chiesto aiuto ad avvocati, psicologi e assistenti sociali, ma nessuno di questi mi ha aiutato. Sono disperato, oltretutto la mia ex compagna ha problematiche mentali in famiglia e mio figlio vive sia con lei che con i suoi genitori (anch’essi affetti da gravi forme di isterismo ecc) ciò ci si aggiunge il fatto che non vedo mio figlio da 1 anno perchè non me lo permette la mia ex compagna. Qualcuno potrebbe darmi qualche consiglio? Grazie mille

    1. non è chiara la sua situazione: quali provvedimenti vigenti ci sono? gli assistenti sociali hanno un incarico ufficiale? Ci contatti telefonicamente, a presto

  3. Una madre inconsapevole o peggio, alleatasi con persone irresponsabili (avvocatesse senza scrupoli e associazioni antiviolenze delle donne, meschine e misere mesterianti che vi lavorano, tutte donne, pagate da tutti noi, elogiate da Presidenti di Regione che citano dati falsificati dal semplice fatto che in quei dati ci sono anche io e, questo almeno, è un dato certamente falso) mi ha denunciato per maltrattamenti verso di lei (denuncia archiviata dal GIP, dopo opposizione all’archiviazione suggerita dal PM ma contestata dall’avvocatessa della madre citando dati falsi) e per atti pericolosi per la bambina (aveva due anni e mezzo alla separazione oggi quasi 7) con insinuazioni squallide strumentalizzate dagli orchi (orchesse) che ha indotto l’elaborato illogico di un CTU (conosciuto da tutti come paranoico) che ha costruito una perizia “falsa” sulle accuse della madre, perfino stravolgendole, ma non può essere denunciato per impossibilità di dimostrare il dolo.
    Sono un professionista con ruoli importanti e per questo, forse proprio per non essere un delinquente, gli orchi si sono consentiti di scrivere e sostenere cose infamanti, diffamanti, mortificanti e amareggianti.
    Dopo due anni di procedimento civile in corso, in cui il giudice rinvia ad libitum udienze (come se l’oggetto non tratta di una bambina che cresce senza padre ma dei confini di due campi agricoli) perchè le relazioni tardano a pervenire e lui non decide nulla, e se lo fa decide sbagliando, e con un procedimento penale ancora aperto presso il giudice di pace e datato tre anni fa, con richiesta risarcimento danni della madre, vedo ancora mia figlia dentro a una struttura protetta, per il semplice fatto che mi fa schifo vedere “anche” la madre.
    Chiedo a voi: perchè parlate tanto delle violenze morali ai padri e ai figli e però non si intraprendono mai azioni legali contro i singoli personaggi? Perchè non si pubblicano sui giornali le storie “vere” di uomini massacrati? e invece sentiamo solo i presidenti delle Regioni che si esaltano e carpiscono voti parlando delle violenze contro le donne? Una fisica e vergognosa contro 100 violenze morali sugli uomini.
    Perchè create associazioni “paterne” e poi siete così impotenti difronte a quelle squallide di madri e donne che vittimizzano bambini e padri.
    Chi rende il tempo perso a padri e figlie? quali giudici vengono condannati o assoggettati al pubblico ludibrio? quali avvocati e psicologi di Artemisia, meschini e indifferenti ai minori, attori che scrivono senza conoscere neanche i padri? ma si attengono solo ai racconti di madri psicolabili che vengono sconfessate nei tribunali penali?
    Perchè non raccogliete interviste con nomi e cognomi di queste persone? non sarebbe un modo per proteggere in futuro altri bambini derubati della propria infanzia? e del proprio rapporto naturale coi padri?
    Io ci sono. Aspetto un segnale.
    Vi aspetto, con speranza per tutti i padri e i bambini futuri; noi siamo ormai storia passata.

  4. Mi aggancio a ciò che scrive Enzo e posso solo dire che quanto da lui raccontato è ciò che accade normalmente a quasi tutti noi padri separati, chi prima chi dopo. Anch’io sono separato da quasi 4 anni e per aver difeso mio figlio da percosse ricevute dalla madre con cui abita (fra l’altro querelata da me per maltrattamenti art. 572 C.P.), mi sono dovuto indebitare con finanziarie per pagare (e non è ancora finita) avvocati, civili e penali, CTU, consulenti di parte e chi più né ha più né metta. E’ ora di finirla ed è ora di scrivere con tanto di nome e cognome che la maggior parte dei padri separati si ritrova rivestire lo status di “mantenuti” da nuove compagne con cui si convive per pagare, pagare e sempre pagare tribunali, avvocati, assegni di mantenimento a donne nullafacenti che oltre a non lavorare incontrano avvocati che, rivestiti della stessa perfidia non aspettano attimo per proporre una querela o quant’altro, giusto per dare fastidio e giusto per ricavarci il patrocinio legale dalle loro assistite. Gradirei che qualcuno mi aiutasse, mi contattasse anche per poter parlare. Io non so fare altro se non pagare, indebitarmi e chiedere soldi in prestito. Che fine, vero? E pensare che lavoro, faccio il carabiniere.

    Stefano

  5. Salve, sono l’ennesimo PADRE che soffre la forzata e arguta (da parte della MADRE) lontananza dal proprio figlio, mi associo agli altri commenti e mi chiedo perché di tutta questa cattiveria nei nostri confronti, e soprattutto dove stà la vera giustizia.
    Avrei tantissimo da scrivere sui comportamenti scorretti delle Madri Velenose per esperienza diretta ma mi fermo qua per non risultare noioso data la ripetività dei fatti, detto ciò mi rendo disponibile per cambiare questo sistema iniquo insieme a Voi, solo uniti se ne esce.
    Saluti.

  6. Salve volevo sapere,io per mia figlia trentenne da poco laureata,verso dal 1990 le vecchie 600,000 lire con aumenti ISTAT ora che lei abita da sola e lavora saltuariamente devo ancora?e visto che la mamma convolata a nuove nozze e lavora non dovrebbe versare anche lei gli alimenti? Grazie io ho famiglia ,sono, monoreddito e ho un’altra figlia universitaria lavoro in una fabbrica privata ,dipendente. Grazie

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