Il trattamento di fine rapporto del coniuge divorziato

APS/ febbraio 19, 2011/ Angolo dell'Avvocato/ 44 comments

La somma accantonata ogni anni dal datore di lavoro, in passato chiamata “buonuscita o liquidazione”, e restituita al lavoratore al termine del suo percorso lavorativo rappresenta una sorta di premio che l’azienda eroga al singolo prestatore. L’importo maturato viene alimentato ogni anno dal lavoratore, ma con versamenti dell’imprenditore derivanti da una trattenuta effettuata in busta paga. Per fare un esempio, Il Trattamento di Fine Rapporto (T.F.R.) può essere paragonato ad un salvadanaio, ove si inseriscono le monetine e poi al completamento dello stesso si svuota. Fatta questa premessa, ci si chiede cosa accade se durante il periodo lavorativo il prestatore (uomo o donna) divorzia; l’ex coniuge ha diritto ad una somma della quota del T.F.R.?

La questione trova la sua origine normativa nell’art. 12 bis della legge 1 dicembre 1970 n. 898, il quale dispone che il coniuge nel cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, se non passato a nuove nozze e titolare dell’assegno divorzile, ha diritto al 40% dell’indennità di fine rapporto, riferito al periodo in cui il rapporto di lavoro era svolto durante il matrimonio.

Il diritto dell’ex coniuge alla quota parte del trattamento di fine rapporto percepito dal’altro coniuge divorziato sorge in presenza di tre presupposti :

• Passaggio in giudicato della sentenza di divorzio;

• Il mancato passaggio a nuove nozze dell’ex coniuge titolare del diritto ad una quota del T.F.R.;

• La titolarità dell’assegno di divorzio, con espressa esclusione del diritto quando il coniuge è stato liquidato con una somma una tantum.

Giova ricordare che la titolarità dell’assegno divorzile ed il mancato passaggio a nuove nozze sono elementi costitutivi del diritto al 40% del T.F.R., tali requisiti devono sussistere al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Come si determina la somma da corrispondere all’ex coniuge?

L’ art. 2120 c.c. prevede che il T.F.R. si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5. Tale somma viene rivalutata ogni anno di un tasso dell’ 1,5 % in misura fissa dal 75% dei valori ISTAT. Con i fondi previdenziali, in vigore da alcuni anni, il principio è lo stesso, nel senso che il coniuge ha diritto alle stessa quota del T.F.R.

Il calcola della percentuale, invece, avviene in questo modo, si valuta l’importo del Trattamento di Fine Rapporto lo si divide per il numero degli anni di lavoro e si moltiplica il risultato per gli anni in cui erano coincidenti lavoro e matrimonio; sulla somma ottenuta si applica la percentuale del 40%.

Per fare un esempio : considerato 50.000 Euro la quota di T.F.R. , 35 gli anni di servizio lavorativo e 22 gli anni di coincidenza matrimonio-lavoro, la quota che spetta all’ex coniuge è di 12.571,42 Euro .

Viene così calcolato 50.000 (TFR) diviso 35 (servizio) = 1.428,57 Euro

1.428,57 x 22 (convivenza) = 31.428,57 Euro

31.428,57 Euro x 40% (percentuale ex lege) = 12.571,42 Euro

Individuata la somma a cui ha diritto, l’ex coniuge non può richiedere tale indennità direttamente al datore di lavoro, giurisprudenza costante da ultimo Trib. Catania 19 ottobre 2007, in quanto la norma prevede che spetta al coniuge divorziato “una percentuale dell’indennità di fine rapporto percepita dall’altro coniuge” e quindi il diritto sorge solo successivamente alla percezione materiale della somma. Il diritto del coniuge divorziato ad una quota dell’Indennità di Fine Rapporto costituisce un diritto nei confronti dell’ex coniuge e non rappresenta un autonomo diritto nei confronti del datore di lavoro. Ne consegue che esclusivamente il coniuge divorziato deve corrispondere la somma all’ex e non il titolare dell’azienda, il quale potrebbe essere costretto a pagare due volte la medesima somma.

avv. Corrado Spina

44 Comments

  1. La giurisprudenza riconosce un TFR all’ex solo se:
    1) Questo è percepito dopo la presentazione del ricorso per “divorzio”.
    2) L’ex non si sia nel frattempo sposato.
    3) L’ex sia titolare di un assegno divorzile.
    Non viene riconosciuto nulla durante gli anni della separazione.

    Avv. F. Rossi

  2. Mi scuso ma adesso è emergenza giuridica,si è trascurata e non tutelata la figura del padre tutto condizionato da interessi economici e non educativi x carenze culturali.vi è una forte presenza di avvocati nella politica,è necessario legiferare per bilanciare ed equilibrare una voragine di diritti che mina una convivenza civile.la società ci sta segnalando da tempo con fatti giornalieri l’esasperazione di reazioni che indeboliscono la convivenza civili.pressioni costanti verso i politici per assumersi l’ impegno di bilanciare con leggi queste continue mortificazioni della convivenza civili.buon giorno …con ammirazione.Domenico

  3. Pongo un quesito interessante, se invece durante il matrimonio, l’ex coniuge aveva un lavoro autonomo? Se l’ex coniuge ha iniziato a lavorare come dipendente dopo il divorzio?L’altro coniuge ha comunque diritto ad una percentuale del TFR?

    1. Simona il TFR spetta il 40% dopo il divorzio,sommando gli anni di convivenza.saluti MICHELE B

  4. vorrei sapere se il lavoro è stato lasciato durante la separazione, spetta la quota t.f.r al coniuge????grazie

  5. sono divorziata con sentenza passata in giudicato, sono titolare dell’assegno di divorzio
    sono libera da vincoli (non mi sono risposata) e dato che l’ex marito andrà in pensione a
    ottobre e percepirà dall’Inpdap il TFR mi chiedo quali vie devo seguire per percepirne il 40% . Cosa posso fare per essere sicura di riscuotere quanto dovuto per legge…?

    1. Ma lo lasci in pace quel suo pover ex-marito, e gli lasci godere almeno il TFR che gia’ se lo sara’ spennato per bene sul resto..

      Cordiali saluti,
      Fabio

    2. Voglio rispondere a Luciana
      trovo vergognoso pretendere il TFR il tuo ex marito certamente ti ha dato una casa,non so se paga il mutuo,oppure continuare a pagare,fatti un esame di coscienza…….basta spremere questa è violenza gratuita.Noi tutti padri separati chiediamo basta basta siamo ridotti malissimo vi rendete conto ?

      1. ma cosa ne sapete delle vicende altrui?
        Io sono separata dopo 25 anni di matrimonio. Sono impiegata, non percepisco nessuna assegno da lui, per tenere la casa (almeno per mantenere alla figlia una stabilità di affetti), ho chiesto un mutuo ventennale.
        Pago un mutuo di 500 euro al mese e metà di tutte le spese mediche e di studio per la figlia.
        Più una quota alla ragazza, mensile, visto che studia ancora.
        Ma dove sono queste donne che spennano i mariti?
        Lui andrà in pensione con tutto il suo TFR, io invece lo avevo chiesto tempo fa quando abbiamo sistemato casa (e beneficiato tutti e due)….Inoltre è tornato dalla mamma, ha preso la quota percepita da me quando mi ha venduto la sua metà della casa e ora si può anche tenere tutto il suo stipendio, visto che con la mamma non deve pagare nessun affitto!……quindi, smettela con la storia delle donne che “spennano” i mariti!

        1. GIUSTO…e poi bisogna valutare caso per caso…
          al mio ex infatti è rimasta la casa coniugale..una vita di sacrifici insieme..ma e’ stata colpa mia..che non ho saputo trovare un buon avvocato..visto che ho chiesto la separazione ..dopo che avevo scoperto i suoi vari tradimenti..
          L’avvocato anzicche’ consigliarmi mi ha lasciato fare una consensuale..e non mi ha neanche convinta a non lasciare la casa..Io me ne ero andata in un momento di rabbia e confusione…e vabbe’ guardate ci sarebbe da scrivere un libro..e comunque non siamo tutte uguali le donne…nè credo gli uomini..i casi sono da valutare ogni volta..secondo me

    3. ma non vi vergognate a succhiare il sangue fino all’ultimo istante di vita a questi uomini. Ma lo lasci godere almeno della ricompensa di una vita di lavoro!!!!

    4. Luciana: V E R G O G N A T I !!!!!!!!!!
      Se avessi un minimo di buon senso ti renderesti conto che la separazione/divorzio è un momento drammatico per una famiglia, anhe per gli uomini; non è un momento per “fare affari”. V E R G O G N A T I

      1. ma perche’ si deve vergognare scusa???
        e’ la legge che ci permette di ottenere cio’..ci sara’ un motivo no?
        Pensa invece il mio che avra’ trovato sicuramente il modo per non darmi un euro..visto che l’azienda è sua e lui risultava come dipendente…Puo’ fare tutto…sconvolgere i bilanci…far finta di aver speso gia’ tuttoo..insomma in questo caso io gli chiederei anche l’anima…altro che tfr…Il mio ex ha gia’ fatto tanto di quel male…e poi si e’ tenuto tutto lui..ha pagato i migliori avvocati..visto che se lo poteva permettere e a me ha tolto tutto…dopo trent’anni di matrimonio e due figli..

      2. Carissimo io sono stata sposata per 26 anni con un marito che è stato condannato in primo grado e poi confermata la pena in appello a 2 anni….per maltrattamenti famigliari .mi ha spennaTo tutta l eredità dei miei genitori per pagare i debiti che lasciava in giro ogni volta che se ne andava con altre donne….ora lui va in pensione mi ha lasciato senza casa senza una lira …. ci sono anche certi mariti che spennaTo le mogli sono meno ma sono i peggiori credi…

    5. ma finitela di chiedere il tfr ad un vostro ex…vergognatevi!…. questo è un regime parassitario!!!!

  6. Vivo da molto tempo in germania, peró cittadino italiano. Sposato in italia, peró separato e divorziato in germania secondo la legge italiana. nel 2006 ho perso il posto di lavoro, perché la produzione fu trasferita in un altro paese dell´europa. sono stato risarcito per la perdita del posto di lavoro con una somma di denaro.: Domanda: una parte della somma spetta di diritto alla mia ex moglie? Come il TFR: Faccio presente che la mia ex moglie lavora e percepisce il suo stipendio abbiamo 2 figli, peró vivono per conto loro. Grazie

  7. Salve sono Stefano
    siccome sono stato messo in pensione per riforma dall’ospedale militare per cause di infermità psichica,in attesa del percepimento della pensione durata quattro mesi e mezzo ,senza percepire alcun stipendio,in attesa che il ministero della giustizia calcolasse la somma finale della pensione.
    Attualmente non pago l’assegno divorzile a causa di questa situazione e l’avvocato dell’ex moglie mi chiede gli arretrati dei cinque mesi non percepiti, volevo sapere se dal momento in cui è mutata la mia situazione economica debba corrisponderle sugli arretrati, la stessa somma di quando percepivo lo stipendio normale?
    Ho due figli maggiorenni un maschio di 23 anni ed una femmina di 19 che non lavorano, non studiano, la ex moglie risulta solo iscritta all’inps come bracciante agricola.
    percepivo uno stipendio di circa 1900 euro e pago un mantenimento di 726 euro e percepirò una pensione di 1300 euro.

  8. durante il matrimonio ottenni l’anticipo del 70% del mio TFR per far fronte alle spese di
    ristrutturazione di appartamento intestato a mia moglie. Appartamento ch’ella ha poi venduto dopo la separazione ottenendo un grosso guadagno che si e’ tenuto solo per se’ senza riconoscermi alcunche’. Tra l’altro elle parcepisce uno stipendio mensile di 1.700,00
    euri quale dipendente ospedaliero. Al divorzio, in questo caso, ha diritto alla quota spettante del 40% del mio TFR?
    Evidenzio che da questo mio TFR ho gia’ pagato una quota spettante alla mia precedente
    moglie di cui ero divorziato.
    CORDIALI SALUTI – GAROFALO ARTURO

  9. vorrei sapere perchè devo dare all’ex coniuge il40% del mio t.f.r netto,quando a me hanno tolto circa il 20% di tasse? saluto cordialmente

    1. Renzo voglio chiederti,siete separati,ho divorziati? Con la separazione non devi assolutamente dare nulla.Mentre se siete divorziati aspetta il 40% alla ex,fai molta attenzione non farti mettere nel sacco.Saluti fammi sapere ciao Michele B

  10. Sfugge la chiarezza sulla questione relativa al 40% del T.F.R.. In altre parole parliamo di anni e mesi? Al netto delle tasse? Per matrimonio si intende fino alla proclamazione del divorzio non computando gli anni di separazione? Ma la Cassazione non aveva sancito che il periodo dove operare il 40& era sull’intero ammontare del T.F.R..
    Cordialmente, Elio

  11. Io vorrei fare appello al Legislatore per un motivo ben evidente del quale da anni tutti sanno ma nessuno agisce. Perchè dobbiamo continuare ad elargire il TFR alla ex coniuge se lei lavora? Quando lei teriminerà di lavorare prenderà il suo TFR e non certo darà il 40% all’ex coniuge! Non è giusto. Se non lavorasse potrei anche giustificarlo, ma percependo uno stipendio fisso a tempo indeterminato si dovrebbe precludere tale concessione. Possibile che dal dicembre 1970, anno in cui trae origine tale diritto, non si sia pensato a fare una revisione delle normative e tutelare i diritti dei cittadini? A chi bisogna rivolgersi per rappresentare tale insoddisfazione ed emanare un provvedimento legislativo che ometta la concessione del TFR alla ex coniuge se lei lavora a tempo indeterminato?
    Grazie.
    Pietro

    1. Sono in accordo con Pietro. Il principio della covivenza matrimoniale è che ognuno dei coniugi dia il proprio apporto (economico o lavoartivo) alla famiglia costituita. Orbene se entrambi lavorano per 40 anni, quindi regolarmente stipendiati, e raggiungono a maturare il tfr (ripeto ognuno il suo) perchè mai in caso di soccombenza col divorzio un coniuge deve dare alla’altro il 40% del proprio tfr? Che fine ha fatto la famosa legge di parità diritti e doveri tra uomo e donna? Che fine ha fatto il pricipio costituzionale col quale è precisato che ognuno deve concorrere alle spese e tasse in base alla propria capacità contributiva? Perchè non si trattengono sul 40% alla/al beneficario/a l’IRPEF già versato dal pensionato all’erario?
      Per quanto ne so mi pare si configuri il reato di evasione fiscale per il/la percettore perchè percepisce una somma al netto delle ritenute oltremodo versate da un terzo (non dimentichiamo che dopo il divorzio, con la ex coniuge giuridicamente siamo dei perfetti estranei)

      1. Dimenticavo: CHIEDERE SEMPRE RICEVUTA FISCALE (anche da ex coniuge)

  12. salve
    io non trovo giusto che ad esempio la mia ex non abbia mai avuto voglia di lavorare
    e ora gli sia dovuto il 40 per 100 del tfr
    inoltre non trovo giusto che in italia si detta aspettare 3 anni x il divorzio dopo la separazione.-
    io ho sbagliato a divorziare lasciando l’assegno di mantenimento prima di andare in pensione
    ora mi tocca pagare .-
    saluti

  13. Dopo aver letto i vostri commenti sulla quota del TFR spettante all’ex, mi sono informato e leggendo la legge 898/70 art.12, forse ho capito che se durante la separazione/ divorzio l’ ex non ha percepito nessun tipo di assegno perche’ lavorava, non spetterebbe un cazzo di niente. ( scusate la volgarità’ ma quando ci vuole ci vuole). E’ giusto quello che ho capito?

    1. nn è possibile stare a pagare sempre B A S T A andate a lavorare , elasciate stare i figli nn capite ke fate male

  14. Sono da dieci anni separato ed ho sempre pagato il mantenimento per i figli oltre le spese extra al 50% anche se a volte per venirgli incontro anche al 100%.
    Ora ho deciso di chiedere il divorzio ma la mia ex non vuole concedermelo se son accetto le sue condizioni e cioè: oltre ad aumentare l’assegno per i figli che sono ormai abbondantemente maggiorenni (29 e 27 anni), vuole un assegno di mantenimento per lei, nonostante lavori a tempo indeterminato. Questo assegno che Lei dice, gli spetta per gli anni che siamo stati insieme. Secondo me gatta ci cova. Vuole quest’assegno per poi avere diritto sulla buona uscita. Lei dice che gli spetta una cifra per gli anni che siamo stati insieme suddivisa in rate da € 200,00 al mese. La cifra è ancora da decidere.
    Qualcuno di voi può aiutarmi a capire qualcosa? il mio avvocato non riesce a darmi una risposta certa. Mi dice soltanto che se non ci mettiamo d’accordo si finisce con una causa giudiziale e poi sarà il giudice a decidere. QUALCUNO MI AIUTI!!!!

  15. La mia compagna pone questo quesito: Separata legalmente da circa un anno, suo e marito Carabiniere va in pensione tra due mesi ( Settembre 2014 ) . La buona uscita di circa 37 anni di contributi va divisa anche con la sua ex ( mia attuale compagna ) in funzione di un matrimonio durato 33 anni ? Premetto che lei non percepisce un assegno divorzile per accordo preso in separazione consensuale di fronte al giudice. Percepisce solo il mantenimento di € 300,00 per un figlio minore a carico. Gradirei risposta a tale quesito .Ringrazio anticipatamente.

    1. Aggiungo che la mia compagna è precaria da 25 anni non avendo queindi garanzia di lavoro e stipendio.

  16. dopo 40 anni di matrimonio , in separazione dei beni, mi sono separata. io lavoro ma di pomeriggio ho aiutato per 20 anni mio marito in una attività , posso rivalermi su questo lavoro fatto in maniera gratuita e non solo .ho usato il mio stipendio pure per venire incontro alle esigenze della famiglia e della attività ….grazie

  17. Ma è possibile che risposato e con figlio in tenera età dalla mia seconda moglie devo forzosamente la quota di TFR alla prima moglie che SI È RIFIUTATA DI LAVORARE E CERCARSI UN LAVORO??
    E inoltre ha pure venduto una proprietà immobiliare percependo anche una grossa somma con contestuale pretestuosa donazione ai ns primi 2 figli maggiorenni con proprio lavoro e sposati
    Il Tribunale, pet quanto fatto presente, se ne è infischiato di un minore al cui scapito garantisce una sfruttatrice bugiarda.
    Cosa si può fare ??
    Ho tentato di tutto

  18. mi dispiace x voi uomini sempre nn colpevoli siii?dopo 30 anni di lavoro in casa a sua completa servitu,di cosa nn dovrei aver diritto? voi uomini vorreste la botte piena e la moglie ubriaca…mi spiace x voi angioletti..ma se noi donne calcoliamo x quanti anni tipo io 35 a sua completa disposizione,altro che culo trascinato x terra gli facio provare…incoscenti dittatori…chi sbaglia paga..e molto caro..ho letto un commento di una donna che chiama noi donne p………xche dobbiamo lasciar perdere i diritti dell’uomo…hahahaha forse e una vera…. che ha tolto il marito alla moglie e vuole i suoi soldini…vai tu a lavorare….scusate ma nn e da me parlare cosi..ma leggendo quel commento sono andata in bestia…straniera lei? penso proprio di si

  19. Sono separato dal 2008,in pensione dal 2010,ho percepito il tfr nel 2011,sto iniziando le pratiche del divorzio,mia moglie ha diritto alla quota del 40%?

  20. Buongiorno volevo chiederle se la mia ex moglie lavora a tempo indeterminato con uno stipendio di 1500 euro e in più ho scoperto che lavora anche in nero con un guadagno di 500 euro in più io verso 800 euro di mantenimento e 300 quotq pignoramento sempre versati alla mia ex moglie. Io guadagno 1600 euro e ne spendo 800 mantenimento 300 pignoramento 400 affitto e 136 euro rata auto. 2 figli di cui uno maggiorenne 23 anni che ad oggi nn lavora e ne studia. Secondo lei posso richiedere una modifica di mantenimento?

  21. scusate vorrei un consiglio, sono passati tre anni dalla separazione consensuale, adesso posso chiedere il divorzio veloce, ma la mia ex moglie per firmare vuole 6 mila euro.
    No è estorsione questa ? Inoltre stiamo aspettando la sentenza di annullamento di matrimonio. Già da noi a Palermo sono in ritardo ( il tribunale ecclesiastico) e la delibazione costa più del divorzio breve. Ho detto anche a lei, che le spese del divorzio veloce saranno a mio carico e tre anni fa ho accettato la sua richiesta di annullamento del matrimonio matrimonio, ora lei ci vuole speculare , cosa consigliate ?
    Io non volendo aspettare i comodi della chiesa ( vergogna ) vorrei risposarmi almeno civilmente, ho 40 anni e vorrei crearmi una famiglia, il mio primo matrimonio è durato un anno e mezzo.
    Grazie a tutti

  22. Se l’assegno di mantenimento è stato revocato un anno fa su mia richiesta di modifica delle condizioni di divorzio, spetta comunque alla mia ex una quota del tfr che ho appena riscosso?

  23. mi vergogno di essere donna nel sentire parlare certe donnette…richiedere dei soldi all’ex marito è da vigliacche…..ma perchè non vi rifate una vita con dignità invece di estorcere soldi, tfr e farvi i conti con lo stipendio o la pensione del vostro ex marito? ma perchè non aboliscono l’assegno di mantenimento? la dignità dove è finita??????

  24. salve, mi permetto di intromettermi nella discussione!
    Nel 1981 mi sposai..dal matrimonio sono nati due figli! Comunione di separazione dei beni
    La casa coniugale totalmente intestata al mio ex..costruita anche con il mio lavoro e i miei soldi..Io avevo una quota nell’azienda, sua peraltro!
    Nel 2006 le cose tra di noi cominciano a non funzionare..poi scopro i suoi innumerevoli tradimenti, estorsioni di alcuni beni, mi ha fatto firmare documenti ,,senza dirmi la verita ed io ingenuamente ho firmato, cosi’ tutto cio’ che era intestato a me..sparito nel nulla..
    Io dalla rabbia, dalla delusione..dall’umiliazione me ne vado di casa e mi trasferisco in un altra casa che il mio ex aveva preso per investire dei soldi, stavolta intestata a me!
    Purtroppo vado via con mia figlia minorenne e trovo un avvocato che non ha saputo tutelarmi adeguatamente ..Cosi’ per farla breve..a lui e’ rimasta la casa coniugale di un milione di euro, valore…ed io vivo in appartamento del valore di circa 230,000
    Ma non e’ questo il punto..Le ferite inferte…i tradimenti e il crollo di una realta’ credo non abbiano prezzo..e sono anch’io d’accordo che tanti padri o tanti mariti sono davvero sfruttati e ridotti all’osso…e questo non e’ giusto! Ma il mio ex e’ furbo..fa di mestiere l’imprenditore e credetemi lui ha dieci aziende..e non e’ giusto che io rinunci al suo TFR…perche’ poi risulta o risultava essere dipendente della sua stessa azienda, dove io ci ho lavorato per dieci anni!
    Non è perche’ sono attaccata ai soldi o cosa..ma ritengo che sia giusto che lui paghi!!!
    Spreca un sacco di soldi in porcherie e cose varie..perche’ non deve mantenere me che gli ho dato due figli e ho dedicato tutta la vita alla famiglia..alla casa..ecc.ec…??
    Ecco volevo soltanto condividere questa mia situazione, grazie per l’attenzione
    Io non lavoro, mi sono licenziata dall’azienda di famiglia, purtroppo, proprio per non avere piu’ a che a fare con lui..ma e’ stato un errore..Ripeto non ho trovato un avvocato serio..e io da ingenua..ci ho smenato parecchio..Pertanto non voglio rinunciare nè all’assegno di mantenimento nè tanto meno al suo TFR..e faro’ di tutto..ma proprio di tutto…Vivo sola.con 7 gatti e un cane…tutti spesati da me..animali che erano e facevano parte della famiglia..ma che lui ha ben pensato di non occuparsene piu’..

  25. Salve vorrei sapere se devo alla ex coniuge parte del mio tfr…
    separato con sentenza del 2006, nel 2010 chiedevo il divorzio, la stessa si è opposta e nel febbraio 2015 finalmente c’ e’ stata la sentenza con mantenimento/assegno divorzile di euro 150 nonostante lei lavora con stipendio di 600 euro e 150 euro a mia figlia di 26 anni, inoltre l abitazione di mia proprieta’ ancora a lei affidata per mia figlia.
    nel 2011sono andato in pensione ed ho percepito nel 2012 il tfr.
    Poiché ci sono diverse interpretazioni al riguardo della sentenza di divorzio, o l’aver intrapreso l’iter.
    Faccio presente che mi è giunta una citazione del suo ,legale per l’avvio della procedura di mediazione forense, inoltre comunque mi trovo in questa situazione a causa di colpa/negligenza del mio ex legale in quanto nella presentazione degli ultimi i atti nonostante ha menzionato e prodotto documentazione dalla quale risultava He mia figlia lavorava, nella atto a messo che faceva la praticante presso un geometra.
    Grazie Roberto
    Faccio presente che per tutto il periodo precedente al divorzio ho versato 250 euro ciascuno inoltre pagavo il mutuo di euro 534 mensili senza tener conto ” in quanto casa era mia” . Indubbiamente mi hanno aiutato i miei…

  26. SALVE…vorrei avere un riscontro al mio quesito, mi sono separata nel 2010 consensualmente e senza percepire un assegno di mantenimento, allo scadere dei tre anni.. il mio ex mi chiede il divorzio, alla prima udienza chiedo un assegno divorzile…assegno che il mio ex non vuole assolutamente darmi. da quel giorno sono trascorsi 3 anni, tra qualche mese abbiamo la sentenza finale, quindi il divorzio… ora mi chiedo, se mi venisse concesso l’assegno al divorzio, ho diritto di ottenere anche gli arretrati dei 3 anni che sono trascorsi dal momento che non ce stato un accordo alla prima sentenza di divorzio?… grazie a chi mi darà una risposta certa sull’argomento!

  27. Salve . E se oltre al TFR il dipendente in uscita ha una controversia con la ditta le quale lo “quieta” con un extra la ex moglie separata e non divorziata puo’ richiedere anche parte di quei soldi?

    1. Gentile sig. Luca, non riusciamo a comprendere bene cosa intende con la sua domanda, La preghiamo pertanto di contattarci ai nostri recapiti telefonici. Ricordiamo, ad ogni modo, che il diritto a una quota di TFR dell’ex non è riconosciuto dal nostro ordinamento anche al coniuge separato, ma solo al coniuge divorziato: l’ex coniuge, titolare di assegno versato con cadenza periodica, ha diritto, se non passato a nuove nozze, a una percentuale dell’indennità di fine rapporto dell’altro coniuge pari al 40% sull’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio, compreso il periodo di separazione legale.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*
*