Riconoscimento Sindrome Alienazione Parentale

APS/ marzo 11, 2011/ Sentenze Utili/ 4 comments

Ho voluto riportare la decisione del TM di Roma per mettere in evidenza quanto prosegua lo sforzo di psicologi ed avvocati volto ad attribuire il giusto riconoscimento alla sindrome di alienazione parentale.
In qualità di consulente tecnico ho più volte riscontrato, negli atteggiamenti dei genitori affidatari, le premesse per il costruirsi di questa condizione. Nonostante gli studi ventennali di Gardner, pioniere nell’individuazione della sindrome, ed i riconosciuti danni evolutivi derivanti dalla privazione di una delle figure genitoriali, portare in tribunale anche solo l’ipotesi di una PAS trova ancora delle resistenze.Tuttavia dà speranza la constatazione di come alcune sentenze attribuiscano il giusto peso al problema e alla necessità di un intervento tempestivo.
Affinché sia possibile arrivare a questi riconoscimenti è importante riuscire a portare all’attenzione delle autorità competenti una realtà che sempre più frequentemente si riscontra alla base di molte separazioni conflittuali. È questa la ragione per cui è importante poter fare affidamento su figure competenti la cui formazione ed esperienza consentano un riconoscimento tempestivo della sindrome e siano quindi in grado di suggerire l’intervento più opportuno.
Dott.ssa Chiara Soverini

Decreto Tribunale dei Minori

4 Comments

  1. Caro aldo, quale ex vice aps di padova non posso che essere pienamente daccordo sulla sentenza del T.M. di Roma e sulla conquista che è stata fatta nell’interesse dei minori sulla presenza del padre, come noto ostacolati da sempre dalla ex moglie e nei casi più gravi dalla famiglia nel suo complesso spesso e volentieri, se non per colpa. Rimane il fatto che molto rimane da fare specie il diritto di visita non viene mai applicato e nel frattempo il padre (ma può anche essere la madre) si ammala, diventa disabile ecc. Nulla è stato fatto sotto questo profilo, specialmente se i figli oramai adolescenti lo sanno e se ne fregano, figuriamoci se aizzati dalla madre). saluti carissimi alesandro

  2. Caro Alessandro, Mi puoi spiegare precisamente, per favore, che intendevi scrivendo1) che nulla è stato fatto soto questo profillo, 2)I figli lo sanno e se ne fregano ?,
    Grazie, e a presto. Joseph.

    1. se già un riconoscimento di sindr. alien. parentale non è riconosciuto ad un padre in condizioni normali, per fare esempio nel caso di diritto di visita negato e quindi di fatto i figli senza un padre ed anche il contrario, perchè anche così si fa l’interesse del minore specie se adolescenti previsto dalla civilistiica ed anche dal penale figuriamoci se lo stesso genitore, ma parliamo del padre in questo caso è pure invalido disabile e portatore di handicap anche se non grave e il genitore affidatario (condiviso, con potestà congiunta o meno), quasi sempre la madre il problema raddoppia e i soldi continuano a fare da padrone per avere cosa in cambio (brutta espressione, ma non la intendo come merce di scambio) ne un senso di famiglia, ne i figli, ne un padre da parte loro, soltanto una solitudine fino alla morte se non procurata prima, questa è la realtà nascosta.

  3. Sono la compagna di un uomo in fase di separazione giudiziale e, tra i vari problemi che questa persona sta affrontando a causa di una ex carica di veleni, c’è la questione relativa ad un figlio, purtroppo oggi maggiorenne, ma che ha subito i condizionamenti della madre fin dalla nascita portandolo, oggi, a diventare un 24enne immaturo, senza reali aspirazioni, che per il V anno consecutivo continua a cambiare facoltà universitaria in attesa di trovare quella su misura per lui. Abituato dalla madre ad essere viziato, coccolato e assecondato oltre misura, la quale ha sempre utilizzato il figlio come arma di ricatto per tenere in piedi un matrimonio fallito sin dall’inizio, oggi rifiuta completamente ogni contatto con il padre senza neanche avergli dato la possibilità di ascoltare la sua versione dei fatti. Ciò nonostante il padre non gli abbia MAI fatto mancare nulla in alcun senso e continui a pagare anche per le sue indecisioni senza chiedergliene conto. La mia domanda è: in presenza di un figlio maggiorenne palesemente schierato dalla parte della madre (senza averne motivi), che possibilità ha il mio compagno di riuscire a vantare delle responsabilità riconducibile alla madre per il rifiuto del figlio di qualsiasi contatto tanto con il padre che con i nonni paterni che hanno sempre stravisto per lui?
    Ringrazio chiunque sappia darmi dei consigli utili.

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