- 29 giugno 2011 su Radio Kiss Kiss “Vieni Avanti”: Tiziana Franchi, neo presidente dell’Associazione Padri Separati, intervistata nel programma condotto da Marco Baldini
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- 19 aprile 2011 su Rete 8 dalle 21 alle 23: l’Associazione Padri Separati ospite del programma “In piazza”...a breve la puntata sul sito
- 18 aprile 2011: Pubblichiamo di seguito il nostro commento allo slogan del candidato sindaco di Bologna, Virginio Merola
Parliamo a nome di tutti quei padri che non accampano alcuna scusa, che accettano condizioni lavorative svalutanti, che inquinano il rapporto con i colleghi e superiori chiedendo spesso cambi turno, che non esitano a subire riduzioni di stipendio, che rischiano il fallimento come liberi professionisti, tutto per poter stare più tempo con i loro figli. Invitiamo coloro che hanno ideato, promosso e condiviso questo slogan a conoscere la realtà dei nostri padri separati, che vogliono continuare ad essere quello che erano prima di rappresentare la “controparte” in accordi consensuali o nei provvedimenti dei tribunali: genitori partecipi e coinvolti nella vita dei loro figli.Amareggia e delude dover constatare come ancora oggi l’archetipo del pater familias, dedito esclusivamente al sostentamento dei bisogni materiali della famiglia, campeggi nelle strade di una città europea ( o che a tale rango aspira ) come Bologna e soprattutto nella forma mentis di persone che non riconoscono ai padri e alle madri un pari impegno ed interesse all’educazione e alla crescita emotiva dei propri figli. Comprendiamo l’esigenza implicita nella creazione di claim o slogan, quella di semplificare concetti, ma il rischio, come in questo caso, è di divenire insensibili ai cambiamenti della società e rinforzare modelli culturali che poco aderiscono alla realtà attuale. Se per la campagna di un candidato sindaco della città ( ex ) modello del buon governo, capitale del fare e della solidarietà, si sceglie di utilizzare un anacronistico quanto irrispettoso stereotipo come “ più tempo alle mamme, zero scuse ai papà”, non ci dobbiamo stupire se nelle cause di separazione il padre continua ad essere visto e trattato come colui che in casa è sempre e comunque poco presente e che può occuparsi dei figli solo come un genitore di serie B. Come Associazione Padri Separati abbiamo chiaro il nostro compito: continuare a diffondere la nostra esperienza e fornire spazi di riflessione affinchè la capacità e la volontà di assumersi la responsabilità del ruolo genitoriale venga riconosciuta come propria tanto delle mamme quanto dei papà.
Associazione Padri Separati APS
- Questa la risposta del candidato apparsa sul suo profilo facebook
Non abbiamo scuse, basta che non diventi una guerra tra mamme e papà. Grazie Virginio
Nei commenti si legge inoltre: “Per correttezza informo che la rivisitazione del manifesto della mia campagna elettorale è opera dell’Associazione Genitori Sottratti. Il presidente dell’Associazione, dopo uno scambio di e-mail in merito alla nostra campagna di comunicazione, per spiegare le proprie ragioni sul tema della famiglia e della genitorialità ha rivisto il nostro “Più tempo alle mamme, zero scuse ai papà”.
Ci sarebbe piaciuto, dal momento che avevamo correttamente segnalato l’inadeguatezza del messaggio elettorale, oltre che agli organi di informazione, anche all’ufficio stampa del candidato, ricevere, altrettanto correttamente, un segnale di interesse diretto, e invece apprendiamo che il confronto auspicato è avvenuto con i responsabili di un’ altra Associazione. Non ci interessa la polemica, ma vogliamo che l’attenzione di noi tutti si sposti non solo per qualche ora ( il tempo di slittare nella pagina dei “post” più vecchi della bacheca ) su un problema sociale e culturale, che viene ancora una volta messo da parte: la provocazione della modifica allo slogan tale è rimasta, basta cliccare sul sito del candidato per continuare a leggere il vecchio “zero scuse ai papà”…

lancio a Voi questo mio sfogo:
la condizione di padre separato-allontanato dai figli è a dir poco frustrante e umiliante.
Mi sento con le gambe spezzate, e con queste dovrò correre e gareggiare, in una corsa che è la vita per i figli.
Con tutti gli sforzi da compiere, temo che i miei figli mi vedranno sempre “di serie b”.
Così non mi sento e non mi sentirò mai realizzato nel ruolo di padre, iniziato con coscienza ed entusiasmo e, in seguito, svilito da freddi accordi legali.
Nella maggior parte dei casi, le condizioni di separazione dalla madre penalizzano pesantemente il padre, creando isolamento dello stesso ed allontanamento tra figli e padre.
In nome del benessere dei figli, e quasi sempre della madre, viene sempre favorita quest’ultima con notevole danno a carico del padre e del rapporto padre-figli.
Vedo un futuro nero e difficile. Grazie
E’ tutta un’ingiustizia.